Vivere in un pianeta sicuro

Nei prossimi 5 anni disporremo di microscopi miniaturizzati che in modo autonomo viaggeranno per i nostri oceani e monitoreranno in continuo lo stato di salute e del plankton. Il plankton oceanico è una delle risorse di base per la sopravvivenza della vita sul nostro pianeta. Il plankton è costituito da organismi monocellulari e microscopici ed responsabile del 50% della produzione di ossigeno sulla terra (https://www.whoi.edu/main/topic/phytoplankton). I microscopi del plankton saranno collegati in cloud non solo per trasmettere i dati raccolti ma anche per attingere ad algoritmi in grado di interpretare molteplici indicatori sullo stato di salute di questi organismi e quindi predire lo stato di salute delle acque su scala globale. L’immagine mostra una varietà di plankton osservata dal microscopio-robot sviluppato dai ricercatori del laboratorio IBM Research di Almaden in California..

plankton-under-IBM-3D-microscope-768x576

La possibilità di tenere sotto controllo le risorse del nostro pianeta è una sfida complessa che abbiamo come società e in questo l’IT un braccio operativo fondamentale.

Già da diversi anni di discutere della necessità di rendere il nostro pianeta “smart” per monitorare il consumo e lo stato delle sue risorse. Giusto vent’anni fa, nel 2008, mi fa piace ricordare che IBM ha promosso con una campagna comunicazionale chiamata Smarter Planet (http://www-03.ibm.com/ibm/history/ibm100/us/en/icons/smarterplanet/) che mirava a far riconoscere un significato più ampio all’Information Technology vista non solo come supporto per aiutarci a far di conto o gestire i nostri contenuti o le nostre aziende ma l’IT veniva considerata come l’ingrediente principale per affrontare tutti problemi complessi: individuali, aziendali o a livello planetario. La campagna Smarter Planet introduceva 3 concetti concetti chiave per l’evoluzione dell’IT che erano: Interconnected, Intrumented, Inntelligent  che da lì a qualche anno sarebbero diventato i pilastri di molte delle tecnologie che oggi sono popolari (Big Data, AI, IoT, Cloud, etc.) e che questi stessi concetti ancora chiaramente evocano.

Nel caso dei microscopi miniaturizzati ritroviamo un esempio molto bello di sistema Smarter Planet con un blend di tutti gli ingredienti prima menzionati con un elemento probabilmente ulteriore che potremmo individuare nella capacità dinamica del sistema nel seguire il fenomeno d’osservazione condividendo e legandosi all’evoluzione dello stesso sistema osservato.

Il blog post scritto da Simone Bianco e Tom Zimmerman introduce il loro lavoro sul Microscopio del plankton che ha ispirato questo tema del 5-in-5: https://www.ibm.com/blogs/research/2018/03/microscopic-reality-ai-microscopes/

Questo deck ( http://cellgeometry.ucsf.edu/sites/cellgeometry.ucsf.edu/files/STC_Project_5_CellStateInferenceEngine_final.pdf) introduce il lavoro di Simone Bianco nell’ambito di un progetto sponsorizzato dall’NSF per la caratterizzazione cellulare e guidato dall’Univ, della California a San Francisco ( http://cellgeometry.ucsf.edu/) che è poi alla base del lavoro sul microscopio-robot.

 

Il sito di riferimento è questo: IBM Research 5-in-5, 2018http://www.research.ibm.com/5-in-5/http://www.research.ibm.com/5-in-5/

 

Serie di Blog Post che ho creato sul tema 5-in-5:

 

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