Dolce ViTA

Uno degli oggetti più cari che ognuno di noi conserva è certamente l’album delle foto. Tutte le volte che mi capita di vederlo muove sempre qualcosa in me. Un momento felice, forse anche un ricordo triste.

La spensieratezza dell’infanzia o il sorriso di mio padre che mi teneva in braccio o la tenerezza di mia madre. Il cavallo a ruote. Tante cose belle. Tante cose che ognuno di noi conserva nella propria memoria.

I ricordi scorrono, come in un film. Scorrono come su una pellicola da 35 millimetri, che è diventata essa stessa un ricordo. Però i ricordi sono importanti e sono la moneta che più ci piace regalare. Anzi ne distribuiamo in quantità.

La cena di nozze dei miei genitori e l’affetto di chi gli stava accanto, bere acqua fresca in una giornata di sole o l’emozione di un primo giocattolo serio: un elicottero. Poi al mare, ai bagni. I ricordi, come questi, sono di un passato lontano, fermi nel tempo.  Ma i ricordi si accumulano uno dopo l’atro uno affianco all’altro, nel tempo. Si avvicinano a noi alla nostra vita di ieri, e alle nostre esperienza di oggi.

I ricordi si formano uno dopo l’altro e sappiamo ancora poco della loro biologia o della loro chimica. I ricordi sono tante cose, sono immagini, sono luoghi, sono suoni, come il ricordo di una canzone di Domenico Modugno ad esempio.

I ricordi diventano anche ricordi di quello che avverrà, i promemoria, ci aiutano a ricordare qualcosa che andremo a fare. Ricordarsi di prendere un farmaco, gli orari di una di un evento.  Accendere la televisione per un evento e semplicemente ricordarsi che tempo che farà. Noi conserviamo tutto questo e abbiamo sin da piccoli l’affascinante abilità della mente di tenere a mente tutto quello che ci capita o meglio quello che è importante da ricordare.

Come è affascinate la mente. Come è intrigante questa prospettiva di noi.

Questo è il personale prologo al progetto ViTA (Virtual Training for Aging) realizzato da Casa Sollievo della Sofferenza e dalla Fondazione IBM Italia e che ho avuto oggi il piacere e l’onore di descrivere assieme a Francesco Giuliani.

ViTA ha l’obiettivo di rafforzare la memoria di chi, all’insorgere dei primi sintomi della demenza, sente come pressante il rischio di perdere il ricordo di eventi significativi della propria vita e quindi di vedere, a causa della malattia, svanire il proprio passato, e con esso, anche la propria identità.

La tecnologia è un ponte per abbattere le barriere e ricostruire legami tra il paziente e chi lo assiste: da una parte ViTA permette al paziente di raccontarsi per preservare i ricordi allenando la memoria e, dall’altra, consente a chi assiste gli anziani di conoscere meglio il loro vissuto e di essere più efficace nel supporto

ViTA raccoglie frammenti di memoria e li organizza in una mappa della memoria in cui ogni frammento è legato all’altro mediante di racconti che aiutano a navigare questa mappa. Un frammento di memoria può essere: un testo, una fotografia, un brano musicale, un video che suscita un’emozione collegata ad eventi del passato che coinvolgono persone, oggetti, luoghi e sentimenti vissuti. Chi assiste l’anziano, attraverso ViTA e il dialogo con il paziente, raccoglie frammenti di memoria e li ricompone per costruire ricordi e percorsi ampi, veri e propri sentieri nella mappa della memoria, fortemente individuali perché si riferiscono alle tappe veramente vissute dagli anziani nel passato.

Si vuole comprendere come il racconto di queste storie, arricchito di elementi multimediali di contesto, possa costituire un percorso di stimolo cognitivo in grado di migliorare il benessere dell’anziano. Ascoltare racconti e storie significative della propria vita potrebbe contrastare gli eccessi dovuti a stati emotivi negativi (agitazione, tristezza, apatia) o rinforzare e stimolare alcuni comportamenti positivi (nutrizione, idratazione, movimento, etc.). Le storie verranno proposte secondo un percorso e un bisogno individuale.

Oggi abbiamo presentato il progetto e dimostrato il funzionamento di una prima versione del sistema che verrà sperimentato nei prossimi mesi.

Ma la ragione più importante di questo post è l’occasione per ringraziare un fantastico team CSS e IBM che ha collaborato negli scorsi mesi per far nascere l’idea e svilupparla!

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